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DELEGAZIONE ROMANA PER KOBANE

RIPARTIRE DA KOBANE

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Nel mezzo del conflitto siriano, nelle tre principali aree curde del nord della Siria, uno straordinario esperimento di democrazia ha folgorato tutti gli amanti della libertà. Dopo aver espulso gli emissari di Assad, e nonostante l’inimicizia di gran parte dei vicini, la Rojava non solo sta mantenendo la sua indipendenza, ma sta portando avanti la sua “rivoluzione segreta”. I corpi titolari del potere decisionale sono le assemblee popolari, in ogni governatorato le cariche vengono assegnate con il rispetto tanto delle diverse etnie quanto dei generi, ci sono consigli dei giovani e delle donne. Proprio le donne, unite nelle brigate delle YPG, stanno guidando l’eroica resistenza di Kobane contro l’avanzata dello Stato Islamico. Al califfo Al-Baghdadi non deve andare giù che a fermare il suo esercito siano proprio le donne che lui vorrebbe vendere come merci nei mercati di Raqqa. Non deve andar giù nemmeno che una “città ribelle”, con un esercito popolare Continue reading

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Il 1° novembre – giornata globale di azione per Kobanê e per l’umanità

Manifestazione Globale: 1 novembre 2014, ore 15:30 Piazza Esquilino

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ISIS ha lanciato una pesante campagna militare su più fronti contro la regione kurda di Kobanê nel nord della Siria. Questo è il terzo violento attacco a Kobanê dal marzo 2014. Dato che ISIS non ha avuto successo nelle due precedenti occasioni, sta attaccando con forze maggiori e vuole prendere Kobanê.

Nel gennaio di quest’anno, i kurdi del Kurdistan occidentale (Rojava) hanno costituito amministrazioni locali sotto forma di tre cantoni. Uno dei tre cantoni creati è Kobanê. Il confine turco è al nord di Kobanê e tutti gli altri lati sono circondati da territori controllati da ISIS. ISIS si è avvicinato ai confini di Kobanê usando armi pesanti di fabbricazione USA. Centinaia di migliaia di civili sono minacciati dal più brutale genocidio della storia moderna. La popolazione di Kobanê sta cercando di resistere usando armi leggere contro i più brutali attacchi dei terroristi di ISIS, assistita solo dalle Unità di Difesa del Popolo nel Kurdistan occidentale YPG e YPJ, ma senza alcun aiuto internazionale.

Per questo una Manifestazione Globale contro ISIS – per Kobanê – per l’Umanità è vitale.

La cosiddetta coalizione internazionale per combattere ISIS non ha aiutato la resistenza kurda in modo efficace nonostante stia assistendo al genocidio in atto contro Kobanê. Non hanno adempiuto ai loro effettivi obblighi di legalità internazionale. Alcuni paesi nella coalizione, in particolare la Turchia, sono tra i sostenitori finanziari e militari dei terroristi di ISIS in Iraq e Siria.

Per questo una Manifestazione Globale contro ISIS – per Kobanê – per l’Umanità è vitale.

Se il mondo vuole la democrazia in Medio Oriente deve sostenere la resistenza kurda a Kobanê. L’autonomia democratica nel Rojava promette un futuro libero per tutti i popoli in Siria. A questo proposito il “Modello Rojava” – la posizione laica, non settaria, democratica nel Rojava è il modello che pratica l’unità nella diversità.

Agisci Ora

È ora di dare agli attori globali la ragione di ricredersi.

Invitiamo le persone in tutto il mondo a mostrare la loro solidarietà con Kobanê. Scendete in piazza e manifestate, dovunque viviate.

Vi chiediamo di unirvi alla Manifestazione Globale per Kobanê.

Sostenete la resistenza contro ISIS – per Kobanê – per l’Umanità!

Agite ora!

 

 

 

 

#18o corteo da Centocelle: basta sfratti, sgomberi e speculazioni!

18O -manifesto webBasta sfratti, sgomberi e speculazioni. Riprendiamoci la città!

Corteo cittadino 18 ottobre ore 15 piazza delle Camelie

Il 18 ottobre in tantissime città europee i movimenti, le reti, le realtà sociali scenderanno in piazza con le parole d’ordine “Stop evictions, take the city!” per denunciare le politiche neoliberiste di privatizzazione dei servizi e dei beni comuni, dall’acqua al suolo, dalla sanità al trasporto, dall’istruzione alla cultura, la vendita del patrimonio pubblico, lo sfruttamento dei territori.

Politiche di austerità che precarizzano e impoveriscono le vite di milioni di persone, a cui si chiede di pagare il costo della crisi, mentre gli interessi economici privati e la rendita mettono a profitto le città, con progetti speculativi legati al cemento e ad attività economiche e commerciali che stanno cambiando le relazioni e i volti di molti quartieri. Un modello devastante contenuto nei provvedimenti del governo Renzi in tema di casa e lavoro, che sanciscono il “modello Expo” come paradigma del nostro futuro e che si sta dotando di diversi strumenti per impedire un’opposizione a tutto questo.

A Roma, in una città commissariata dal governo e tenuta sotto scacco dai signori del mattone e dal business delle tante emergenze strutturali, l’amministrazione Marino ha consegnato al Prefetto e alla Procura la gestione delle questioni sociali. Da diversi mesi è in atto un attacco diretto alle esperienze di autorganizzazione, attraverso gli sgomberi di occupazioni abitative e di spazi sociali e culturali liberi e indipendenti, con il distacco delle utenze, con l’art. 5 di Lupi che nega la residenza, l’acqua e la luce a chi vive in una casa occupata, con l’esecuzione di sfratti attraverso l’uso di gas lacrimogeni, con misure cautelari a danno di diversi attivisti.

Un tentativo di normalizzazione che passa attraverso la retorica della legalità e che si traduce in un maggiore controllo dei territori. La stessa ricetta che viene sbandierata nelle periferie dove si addensano tensioni dovute a un disagio quotidiano legato alla negazione di diritti e all’assenza di servizi, e che rischiano come a Corcolle o Torpignattara di essere strumentalizzate da chi ha precisi interessi a fomentare razzismo e guerra tra poveri.

Eppure c’è un tessuto sociale che si organizza nei territori in molteplici forme e che si riprende pezzi di città, sottraendo spazi alla rendita e praticando relazioni di mutuo soccorso. Unico anticorpo credibile al razzismo e al fascismo, contro questa opzione basata sul saccheggio delle risorse e delle nostre vite.

Significativa in questo senso l’esperienza maturata a Centocelle, una delle tante ormai ex- periferie in cui i disegni di valorizzazione stanno scatenando forti processi di gentrificazione che si traducono nell’aumento degli affitti e nella negazione di spazi pubblici, in piazze chiuse e occupate da anni dai cantieri della metro C, la cui apertura peraltro continua a essere posticipata. I rapporti sociali vengono così frammentati non solo dalla crisi ma anche dalle politiche urbane.

Proprio a partire da Centocelle vogliamo costruire il 18 ottobre una mobilitazione cittadina che metta in connessione abitanti di questa città, realtà e spazi di movimento, reti antisfratto e comunità migranti. Una giornata in grado di comunicare con forza i percorsi e gli intrecci possibili dentro territori resistenti, meticci e solidali.

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Centro Sociale Occupato Autogestito eXSnia, via Prenestina 173, Pigneto – Prenestino, Roma